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Elezioni federali, statuto Coni e legge Melandri in contrasto

di Flavia Tortorella, avvocato esperto di diritto sportivo

Pubblicato su Italia Oggi del25/4/2020

Incongruenza tra lo statuto del Coni e l’ordinamento italiano in merito alle prossime elezioni dei vertici sportivi.

elezioni federazione CONI TortorellaLPSegnatamente, seppur con formule differenti tra loro, tanto lo statuto del Coni quanto quelli delle singole federazioni sportive nazionali, presentano un comune denominatore nello stabilire che le elezioni debbano tenersi entro l’anno successivo alla chiusura dei giochi olimpici.

Tuttavia, a mente della legge 8/2018, con la quale sono state apportate delle modifiche alla c.d. legge Melandri, «gli organi del Coni restano in carica quattro anni», al termine dei quali le elezioni debbono rinnovarsi, senza alcun riferimento ai giochi olimpici. Pertanto, appare evidente che il rinvio dei giochi abbia comportato un’aporia del sistema normativo laddove, l’eventuale differimento delle elezioni al termine degli stessi, si porrebbe in netto contrasto con quanto statuito sul punto dal legislatore statale.

Si potrebbe pervenire alla conclusione per cui la lettera della norma di matrice statale, essendo prevalente rispetto alle fonti di stampo secondario, impedirebbe uno slittamento delle elezioni, comportando quest’ultimo che i mandati attualmente in vigore durino oltre la finestra massima temporale normativamente prevista.

Oltremodo, lo slittamento delle tornate elettorali imporrebbe – a contrario – ai successori eletti di programmare la stagione Olimpica in tre anni invece che in quattro, così contravvenendo alla richiamata normativa sul termine di durata dei mandati.

Consapevoli che la riflessione in atto non possa non involgere l’attuale momento storico del paese, che vietando gli assembramenti impedirebbe lo svolgimento del libero esercizio all’elettorato attivo, appare tuttavia difficilmente realizzabile anche l’individuazione di una modalità alternativa di espressione del voto, come ad esempio la votazione per via telematica, posta la necessaria tutela di un altro e concorrente principio espressamente previsto dal sistema elettivo, ossia quello della segretezza del voto che, evidentemente, verrebbe meno.